terremoti, assessore vinti a convegno microzonazione perugia: modello da seguire per prevenzione e programmazione urbanistica
In un momento in cui è particolarmente difficile individuare risorse per la riduzione dei rischi naturali e quindi anche del rischio sismico, questo lavoro, finanziato con risorse pubbliche, mette a disposizione una serie di dati utili per verifiche sismiche di nuove progettazioni, per il miglioramento e l'adeguamento sismico e per la predisposizione di strumenti urbanistici, strutturali e operativi". È quanto ha sottolineato l'assessore regionale alla mitigazione del rischio sismico e geologico, Stefano Vinti, intervenendo questo pomeriggio al convegno sulla "microzonazione sismica nell'area urbana di Perugia, nel corso del quale sono stati illustrati i risultati dell'indagine realizzata dalla Regione Umbria e dal Comune di Perugia, finanziata con i fondi comunitari del Programma operativo regionale - Fondo europeo sviluppo regionale (Por - Fesr) 2007-2013.
"Una prima esperienza nell'ambito del più ampio 'progetto di microzonazione sismica delle aree urbane' predisposto dal Servizio regionale Geologico e Sismico - ha sottolineato Vinti - che sarà seguita da un analogo intervento, già avviato recentemente per Umbertide e zone di espansione".
L'obiettivo del lavoro, che ha coinvolto gli uffici del Comune di Perugia e istituti di ricerca e Università italiane con affermata esperienza in materia, è stato quello di completare gli studi, nel territorio ad ed del Tevere, sugli effetti sismici locali dopo il terremoto del 1997-98 e dotare Perugia, la città più grande dell'Umbria, con importanti edifici di interesse strategico e con un cospicuo patrimonio storico-architettonico e archeologico - ha rilevato Vinti - di uno strumento aggiornato di previsione degli effetti locali del suolo in caso di sisma, nonché di completare le indagini di micro zonazione nei centri abitati a più alto rischio sismico".
L'attività è iniziata con la raccolta e l'analisi dei moltissimi dati disponibili: sono state esaminate 800 stratigrafie e visionati elaborati cartografici storici, registri e verbali dal 1202 in poi, appartenenti a vari archivi e biblioteche, pubblici e privati. Tra i vari rilievi e prove di laboratorio, è stata attivata anche una campagna sismometrica, con l'installazione di 28 sensori su altrettante stazioni, nel centro storico e nel suo intorno e nelle aree periferiche di San Sisto e Ponte San Giovanni, nelle immediate vicinanze di edifici strategici e rilevanti. Dai dati raccolti e analizzati, emerge un basso livello di pericolosità sismica locale urbana e dei principali edifici del capoluogo regionale, in linea con quanto inizialmente ipotizzato dal Servizio Geologico e sismico.
Sono stati evidenziati edifici e zone con livelli medi di pericolosità sismica locale nelle aree dove sono presenti accumuli di decine di metri di riporti, anche antichi, e in alcune aree di Pian di Massiano e San Sisto.
"Le indagini di microzonazione, in linea con le indicazioni normative più recenti, sono state eseguite con un metodo di lavoro interdisciplinare e interistituzionale. I risultati - ha concluso l'assessore Vinti - consentono agli Enti e ai progettisti di poter disporre di un quadro esaustivo e validato scientificamente, su cui basarsi per perseguire buone politiche di riduzione del rischio sismico sugli edifici già esistenti o di nuova realizzazione e per la pianificazione urbanistica".
Ultimo aggiornamento: 22/11/2011 ore 08.22










